venerdì 13 ottobre 2017

Studi: Good Bait


Lo studio di oggi è Good Bait, di Tadd Dameron. 
Il brano è un trionfo di turnarounds, e in quanto tale risulta utile per sperimentare delle soluzioni melodiche proprie. 
Se si vuole sfruttare lo studio come esercizio creativo, evitare di  ricorrere a licks mandati a memoria e interiorizzare piuttosto l'andamento armonico del pezzo per inventare frasi originali.
Da un punto di vista propriamente artistico sarà certamente meglio qualche errore commesso cercando di esprimersi con originalità e freschezza, piuttosto che una compiaciuta e insignificante successione di frasi imparate dai libri e messe lì in bell'ordine - tanto per far vedere che si è bravi scolari! 






La forma della canzone è AABA. Le parti A e B, entrambe di 8 battute, sono armonicamente e melodicamente uguali, cambia solo la tonalità: A esprime la tonalità di Si bemolle maggiore, mentre B quella di Mi bemolle maggiore.

//  I6  VI-7        /         II-7  V7               /           I6  VI-7                    /     II-7  V7    /
/  IM7  I7         /           IVM7  bVII       /  III-7  bIII7  II-7  #I7         /       I6  V7      //

Il V7 nella seconda battuta viene spesso sostituito con #I7.
Non pensare che nelle battute 5 e 6 ci sia una modulazione! Si tratta semplicemente di utilizzare un accordo di dominante con funzione di fondamentale.
La battuta 7 è un movimento cromatico discendente che risolve sull'accordo fondamentale.








mercoledì 4 ottobre 2017

Studi: Struttin' with some barbecue

E' questo un brano reso famoso dagli "Hot Five" di Louis Armstrong. La struttura, armonicamente molto semplice, è AB, in 32 battute (16+16).
In anni più recenti il pezzo è stato una proficua fonte creativa per Lee Konitz.







                                           

Al fine di agevolare la comprensione armonica della composizione, nonché per facilitare la memorizzazione e il trasporto nelle diverse tonalità, sarà utile una sintetica analisi. avvalendoci dei numeri romani al posto delle sigle.

-sezione A:

|| Imaj7 | % | I6 | % |

| Imaj7 | % | VI7 | % |

| II-7 | V7 #V7 | VI-7 | % |

| II7 | % | V7 | % ||


Nelle prime 4 battute non si esprime altro che la tonalità di base attraverso l’accordo di tonica (Ebmaj7 / Eb6).

Da battuta 5 a battuta a battuta 16 si hanno 2 successivi “turnaround” (cadenza I /VI-/
II- / V7 ). Il secondo turnaround risolve a battuta 17 (prima battuta di B).

Da notare la sostituzione di accordi di settima minore con accordi di settima di dominante nelle battute 7/8 e 13/14.

Da notare anche l’impiego dell’accordo diminuito di passaggio #V7 a battuta 10.


-sezione B:

|| Imaj7 | % | I6 | % |

| II-7 | V7 | I6 | % |

| % | IV-7 | IM7 | VI9 |

| II-7 | V7 | I6 #V7 | V7 ||


Da battuta 21 a battuta 24 abbiamo una cadenza II-7 / V7 / I che risolve sulla tonalità d’impianto.

A battuta 26 c’e’ un Abm7 (IV-7), che non è altro che un accordo di sottodominante minore. In pratica l’accordo di sottodominante minore viene usato in sostituzione del IVmaj7  (che sarebbe l’accordo di sottodominante costruito invece sulla scala maggiore – che è qui la tonalità d’impianto) per risolvere sulla tonica in tonalità maggiore. In altri termini, viene preso in prestito un’accordo di sottodominante della tonalità parallela minore  e lo si usa al posto di un normale accordo di sottodominante per risolvere su un accordo maggiore. 
La scala che si privilegia, come riferimento di base, quando si incontra un accordo di questo genere, inserito in un simile contesto funzionale, è la scala minore melodica (che sostituisce quindi la scala dorica - quarto modo della scala minore naturale armonizzata).

Da battuta 27 si ripropone il consueto turnaround già visto nella sezione A.




martedì 3 ottobre 2017

Studi: "Solo #2" da "Jazz Improvisation for saxophone" di Lennie Niehaus

Il presente studio è tratto dal volume "Jazz Improvisation for saxophone", di Lennie Niehaus.
Il materiale presente nel libro è abbastanza utile per introiettare alcuni aspetti del linguaggio jazzistico sul saxofono, per esercitare la lettura jazzistica e per confrontarsi con dei soli costruiti su forme di uso comune.

Il "solo #2", scritto in Sol maggiore, è basato su una forma canzone ABCD di 32 battute.


venerdì 29 settembre 2017

Tra musica e illustrazione... BALCONICA 7.10.17

Sarò presente con la pittrice Rosa Scavariello al festival "Balconica" di Futani (SA).
Balconica si terrà nella giornata del prossimo 7 ottobre.

mercoledì 29 giugno 2016

Uno Chef a Colono - Video di presentazione

UNO CHEF A COLONO
Spettacolo di Teatro-Ragazzi, registrato a Vallo della Lucania, presso il Teatro Comunale , sabato 4 giugno 2016

Regia: Mirko Ferra ...
Musica: Raffaele Amenta
Con: Mirko Ferra, Lara D’Angiolillo, Simone Lamanna, Christian Paolino


Uno Chef a Colono è spettacolo che nasce dopo cinque mesi di percorso laboratoriale che ha visto coinvolti gli ospiti del Centro Senza Fissa Dimora di Vallo della Lucania e tre giovani allievi del Laboratorio di Teatro e Musica per ragazzi che l’Associazione Le Sette Porte ha avviato all’inizio di quest’anno, intraprendendo così un percorso inedito di formazione al Teatro Sociale e alla Musica Creativa, e valorizzando al contempo l’utilizzo del Teatro Comunale di Vallo della Lucania come spazio di formazione e condivisione artistica.
Il testo originale è ispirato alla storia vera di un clochard: Cosimo, ex chef di partita nei più lussuosi ristoranti italiani cade in disgrazia a seguito di un amore sbagliato e alla perdita della vista, ma le sventure della miseria, dell’incomprensione, della malattia non lo fanno sentire ancora un vinto. Così Cosimo affina le sue particolari armi e prepara un improbabile riscossa.
Esule e cieco come Edipo, Cosimo cerca alleati alla sua causa in un Cilento trasformato nella Colono del Mito.
La battaglia per non perire nella miseria, le visioni fantastiche della figlia abbandonata e dei pezzi di un passato in cui rimorso e orgoglio si mescolano per ricomporre i ricordi di una vita fatta di sfide eroiche a volte vinte e spesso fallite, portano Cosimo/Edipo all’incontro decisivo con se stesso, per riconoscere concretamente il senso della sua inestirpabile angoscia, figlia di uno spirito tragicamente inconciliabile e ribelle.


lunedì 27 giugno 2016

Le Donne al Parlamento - 11 giugno, Vallo della Lucania

LE DONNE AL PARLAMENTO
Spettacolo di Teatro-Ragazzi registrato l'11 giugno 2016 presso l'anfiteatro del Parco Stella del Mattino di Vallo della Lucania.
"Le Donne al Parlamento" chiude la prima parte del percorso di formazione teatrale e artistica che l'associazione "Le Sette Porte" ha intrapreso nel Cilento, mettendo a frutto la risorsa del Teatro Comunale di Vallo della Lucania e altri spazi pubblici.
 In questa Commedia di Aristofane le donne ateniesi, stanche del malgoverno dei loro uomini (ridotto a mero opportunismo), decidono di ordire un complotto rivoluzionario e prendere il potere della città. L’impresa riesce e viene instaurato un regime di eguaglianza integrale dei diritti e dei doveri, la quale non tarderà a mostrare il suo volto inquietante e grottesco. I tradizionali valori famigliari e la vita sentimentale di ognuno verranno distrutti in favore di leggi paradossali: ogni bene privato viene messo in comune affinché tutti possano goderne in eguale misura; il corpo e il sesso di ogni cittadino viene oggettualizzato, ridotto a merce pubblica e imposto al piacere della collettività. Ai diritti naturali dei sentimenti amorosi si sostituiscono regole perverse. Il dogma è “tutto deve essere di tutti”. Ma alla fine ci si adatta anche a questo nuovo regime, poiché il vino scorre generosamente e i banchetti vengono offerti copiosi.

 Regia: Mirko Ferra
 Scenografia: Rosa Scavariello
 Musica: Raffaele Amenta
 Con: Maddalena Valletta; Lara D’Angiolillo; Roberta D’agostino Santos; Filomena Di Rienzo; Luisa Troncone; Maria Teresa Di Ruocco; Egidia Cortazzo; Tilde Camardella; Marco Zullo; Simone Lamanna; Luigi D’agostino Santos; Christian Paolino; Alessandro Gallo; Isabella Alessandro; Carmen Di Nicuolo; Benedetta Vasile; Ilaria Fierro.


giovedì 26 maggio 2016

Le Donne al Parlamento



LE DONNE AL PARLAMENTO
da Aristofane

Vallo della Lucania - Parco Stella Del Mattino
sabato 11 giugno 2016 – ore 20 (ingresso libero)

Regia: Mirko Ferra
Scenografia: Rosa Scavariello
Musica: Raffaele Amenta
Con: Maddalena Valletta; Lara D’Angiolillo; Roberta D’agostino Santos; Filomena Di Rienzo; Luisa Troncone; Maria Teresa Di Ruocco; Egidia Cortazzo; Tilde Camardella; Marco Zullo; Simone Lamanna; Luigi D’agostino Santos; Christian Paolino; Alessandro Gallo; Isabella Alessandro; Carmen Di Nicuolo; Benedetta Vasile; Ilaria Fierro.


Donne al Parlamento è la storia di una rivoluzione impropria, è parabola sui rapporti di potere che si instaurano tra gli esseri umani e sui balbettanti tentativi di ribaltarli.
L’antica Commedia di Aristofane, che andiamo a mettere in scena come primo momento culminante di cinque mesi di laboratorio svolto con i ragazzi delle scuole superiori di Vallo della Lucania, deve la sua pregnante attualità al momento storico in cui si colloca la genesi creativa del testo. L’epoca che infatti coincise con la maturità artistica di Aristofane fu di profonda crisi per Atene. La Città aveva già da tempo perso l’egemonia politica ed economica sulle altre aree della Grecia; i valori che la governavano erano divenuti puramente nominali: i vecchi dei non danzavano più nelle anime degli uomini, e quelli nuovi (Socrate, la dialettica) venivano condannati. Di li a poco per Atene verrà anche la fine dell’autonomia politica: il nuovo Ordine di Alessandro il Macedone si accingeva ad avanzare per dettare il suo imperio.
Aristofane vivrà allora il difficile compito di dare un canto melodico alla voce della decadenza. Sarà il canto allegro di chi mette (non senza saggezza) la risata fra se e la volgarità di un mondo privato della sua metafisica. Si ride qui di ciò che è basso affinché sussista almeno la confusa memoria delle altezze mitiche – sottoponendo così a verifica la reale ferocia del vicino, perché chi non sa ridere (satirescamente) dei propri aspetti degradati e triviali metterà davvero paura poiché sarà capace di qualunque atrocità.

In questa Commedia le donne ateniesi, stanche del malgoverno dei loro uomini (ridotto a mero opportunismo), decidono di ordire un complotto rivoluzionario e prendere il potere della città. L’impresa riesce e viene instaurato un regime di eguaglianza integrale dei diritti e dei doveri, la quale non tarderà a mostrare il suo volto inquietante e grottesco. I tradizionali valori famigliari e la vita sentimentale di ognuno verranno distrutti in favore di leggi paradossali: ogni bene privato viene messo in comune affinché tutti possano goderne in eguale misura; il corpo e il sesso di ogni cittadino viene oggettualizzato, ridotto a merce pubblica e imposto al piacere della collettività. Ai diritti naturali dei sentimenti amorosi si sostituiscono regole perverse. Il dogma è “tutto deve essere di tutti”. Ma alla fine ci si adatta anche a questo nuovo regime, poiché il vino scorre generosamente e i banchetti vengono offerti copiosi.

Come nella parabola orwelliana della Fattoria degli animali si gioca alla rivoluzione politica per mettere a norma i bassi istinti: non c’è nulla di più semplice che trascinare nel fango ciò che in alto non sa, o non vuole, andare. Le donne al parlamento fanno la rivoluzione per confermare se stesse dentro i limiti della loro degenerazione antropilogica.

Nel suo reale e pieno significato la parola Rivoluzione comprende due idee: la prima è quella di una rivolta contro uno stato di fatto, la seconda idea è quella di un ritorno - ritorno al punto di origine che lo stato di fatto precedente la rivolta negava, nascondeva - per cui nel linguaggio astronomico la rivoluzione di un astro significa il suo ritorno al punto di partenza e il suo moto ordinato intorno ad un centro. Senza un Centro - quale immagine di unità perenne, equilibrio necessario del tutto (il motore immobile di Aristotele) - non si ha armonia di moto: realtà e vita si estinguono, il vagare sostituisce il procedere, si adoperano linguaggi e forme senza comprenderne il senso, e nulla in verità cambia.

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Questa rappresentazione è il primo momento di condivisione pubblica di un percorso volto ad istituire un Teatro-Ragazzi stabile nel Cilento, mettendo a frutto la risorsa del Teatro Comunale di Vallo della Lucania e altri spazi pubblici per attività continuativa di formazione ed esperienza artistica rivolta ai giovani dei nostri territori.
Crediamo che l’educazione alle discipline teatrali e musicali siano di fondamentale importanza per i ragazzi che vorranno intraprendere studi e professioni in ambiti umanistici, scientifici e tecnici. Al contempo sappiamo che il teatro è lo spazio fisico e simbolico dove i sogni si trasformano in cose - e un autentica cittadinanza attiva da dove passa se non dal processo di trasformazione delle idee in realtà?
Attraverso percorsi di scambio e condivisione delle conoscenze, delle attitudini e delle esperienze i giovani imparano a essere parte del luogo che li ha visti nascere, e sorge in loro il desiderio di migliorarlo e difenderlo.
L’Associazione Le Sette Porte lavora per proiettare la bellezza del Cilento nel futuro, rendendo il territorio un luogo di sviluppo e fertilità creativa.


Ass. Le Sette Porte

Uno Chef a Colono



Il Teatro delle Sette Porte vi invita a:
UNO CHEF A COLONO
Vallo della Lucania
Teatro Comunale
(Palazzo della Cultura – ex convento dei Domenicani)
sabato 4 giugno 2016 – ore 20:00 (ingresso libero)

Regia: Mirko Ferra
Scenografia: Rosa Scavariello
Musica: Raffaele Amenta
Con: Mirko Ferra, Lara D’Angiolillo, Simone Lamanna, Christian Paolino.

Uno Chef a Colono è spettacolo che nasce dopo cinque mesi di percorso laboratoriale che ha visto coinvolti gli ospiti del Centro Senza Fissa Dimora di Vallo della Lucania e tre giovani allievi del Laboratorio di Teatro e Musica per ragazzi che l’Associazione Le Sette Porte ha avviato all’inizio di quest’anno, intraprendendo così un percorso inedito di formazione al Teatro Sociale e alla Musica Creativa, e valorizzando al contempo l’utilizzo del Teatro Comunale di Vallo della Lucania come spazio di formazione e condivisione artistica.

Il testo originale di Mirko Ferra è ispirato alla storia vera di un clochard ospite dal Centro Senza Fissa Dimora di Vallo: Cosimo, ex chef di partita in alcuni dei più lussuosi ristoranti italiani cade in disgrazia a seguito di un amore sbagliato e alla perdita della vista, ma le sventure della miseria, dell’incomprensione, della malattia non lo fanno sentire ancora un vinto. Così Cosimo affina le sue particolari armi e prepara un improbabile riscossa.
Esule e cieco come Edipo, Cosimo cerca alleati alla sua causa in un Cilento trasformato nella Colono del Mito.
La battaglia per non perire nella miseria, le visioni fantastiche della figlia abbandonata e dei pezzi di un passato in cui rimorso e orgoglio si mescolano per ricomporre i ricordi di una vita fatta di sfide eroiche a volte vinte e spesso fallite, portano Cosimo/Edipo all’incontro decisivo con se stesso, per riconoscere concretamente il senso della sua inestirpabile angoscia, figlia di uno spirito tragicamente inconciliabile e ribelle

sabato 5 dicembre 2015

Immaginare il Sacro

* nota a margine sulle opere esposte da Rosa Scavariello ad Ascea Marina dal 6 dicembre 2015 al 6 gennaio 2016.


La multiforme opera pittorica di Rosa Scavariello presenta un percorso creativo unico e sconcertante, per ricchezza di contenuti, vitalità, libertà espressiva.
A giudicare dalla qualità del lavoro della giovane artista cilentana (Rosa é nata nell'85 a Vallo della Lucania) sembrerebbe un bene che ella sia rimasta, durante almeno un decennio di lavoro quasi incessante e spesso febbrile, il piú possibile distante dal mondo culturale e accademico. In tale isolamento - che tanto contrasta con la puerile smania espositiva di tanti spocchiosi artistoidi in carriera - vi é il segno di un attitudine all'arte che sembrava scomparsa. La Scavariello incarna infatti perfettamente l'idea tradizionale dell'artista/artigiano (ars = techne), idea stoltamente incenerita dalla deriva delle moderne avanguardie. La Scavariello é pittrice, come erano pittori Goya, Picasso o Modigliani; la sua tecnica é parte integrante del significato costituente la sua pittura; materia e concetto sono unità simbiotica, e quando la materia trasborda la tela - penso a certi grumi di colore acceso che lacerano la visione, come se l'immagine sanguinasse da una remota regione dell'anima - ciò avviene per un preciso intento pittorico, che é insieme ragione poetica e metafisica. Davanti a tutto questo si crede che l'incubo delle derive dei "concettuali", dei ready mades, delle inutili alee che popolono di erbacce il sentiero dell'arte (della vita), sia davvero finito, e si preparino approdi creativi assai fertili e interessanti.
Le opere di Rosa Scavariello risultano strettamente imparentate con l'arte sacra orientale di ispirazione vedantica da un lato, e dall'altro, con la tradizione italica delle rappresentazioni, in statue e icone, dei santi venerati dalla cristianità. Tali tradizioni artistiche sono insieme sacre e popolari, e servono la preghiera e l'ascesi. In tali raffigurazioni tradizionali si ha, come nella Scavariello, la consapevolezza e l'esercizio dell' occhio interiore, al fine di creare nell' al di qua segni inequivocabii di un al di lá che si afferma come piú reale di ció che si é soliti chiamare "realtà". Dalla visione interiore correttamente addestrata sgorgano forme che, pur essendo costruite in parte da modelli presi dal mondo esterno, rispecchiano canoni che sono di la del tempo, fissi, rigogliosamente reiteranti.
L'artista cilentana propone dunque segni di un immaginazione che si concreta nel suo statuto. Lungi dal cedere alle seduzioni della fantasticheria, la pittura é qui descrizione di leggi immote: i volti femminili sono tanto austeri quanto calmi e solenni, i fiori si depositano tra linee complesse per mostrarci il candore originario della loro natura; non c'é movimento di figura che non sia insieme gioco e rituale iniziatico; le atmosfere sono contemporaneamente ieratiche e infantili. C'é qui la danza del sacro, animante la saggezza degli esseri. É pittura/strumento. Pittura che concilia il segno della vita con la morte delle cose.



sabato 13 settembre 2014

Freilich fuer die Chuppe

Frammento di un concerto tenutosi al Divago Bistrot di Bologna nel 2012. Io al clarinetto  in duo con David Sarnelli alla fisarmonica. Il brano è Freilich fuer die Chuppe, dal repertorio storico dell' Amsterdam Klezmer Band.



mercoledì 16 luglio 2014

"Memoriale & Danze per gli smarriti" su Spotify

"Memoriale & Danze per gli smarriti", mio disco pubblicato nel 2011, è ora disponibile anche per l'ascolto gratuito su Spotify.

L'album contiene mie composizioni del periodo che va dal 2007 al 2009. Le prime quattro tracce del disco sono state elaborate per il film di Marcello Tedesco "Memoriale"; la quinta traccia è un monologo estratto dal film stesso. Le ultime quattro tracce danno uno spaccato della mia ricerca poetica sul sax soprano nel 2009.
Nel brano "Reincarnazione" partecipano anche Simone Pirisi  e Riccardo Frisari.

La copertina di Ms Larsen mostra il Cimitrul Vesel (cimitero allegro) di Săpânţa (Romania) 


Buon ascolto.








domenica 16 marzo 2014

Giacinto Cerone

Una lirica testimonianza di uno dei più autenticamente geniali artisti moderni, Giacinto Cerone (1957 - 2004).

"Noi dobbiamo essere i martelli che spaccano i vetri, per far si che il vento entri nelle case" (G. C.)




lunedì 24 febbraio 2014

Concerto di TRU WEST al "Mambo" di Bologna > giovedì 27 febbraio

Concerto di Tru West con la contemporanea proiezione di Wo Land: "Mantra, Cave and Space", un video documentario  nel cui svolgimento si attraversano diverse fasi che fanno parte del rito di costruzione e distruzione di un mandala kalachakra, contrapposte e unite a immagini riprese all'interno di alcune grotte e all'interno di un osservatorio spaziale.  Il progetto si sviluppa attorno al luogo piu' interno della terra, le caverne, e l'apertura massima dello sguardo che e' quello rivolto al cielo e allo spazio.
 

Luogo> Museo d'Arte Moderna (MamBo), Ex Forno del Pane - via Don Minzoni, 11 - Bologna
Data> Giovedi 27 febbraio
Ora> Apertura serata dalle 21; performance di Tru West / Wo Land dalle
23 alla mezzanotte

Tru West è un progetto artistico di Martin Hopkins, Matteo Tagliavini,
Raffaele Amenta, Niccolò Rufo, Hervé Atse Corti.

martedì 11 febbraio 2014

Studi: A foggy day





A FOGGY DAY (IN LONDON TOWN) - Ira Gershwin


I was a stranger in the city 
Out of town were the people I knew 
I had that feeling
of self-pity
What to do? What to do? What to do? 
The outlook was decidedly blue
But as I walked 
through the foggy streets alone 
It turned out to be the luckiest day
I've known

A foggy day in London Town
Had me low and had me down
I viewed the morning
with alarm
The British Museum had lost
its charm
How long, I wondered, 
could this thing last?
But the age of miracles hadn't passed, 
For, suddenly, I saw you there 
And through foggy London Town 
The sun was shining everywhere.





domenica 5 gennaio 2014

Parmenide in Essere

Marzo 2013. Raccoglimento del mare ai piedi della terra.
Paris Blues di Steve Lacy sulla spiaggia cilentana di Velia - l'antica Elea di Parmenide.






Studi: Good Bait

Lo studio di oggi è Good Bait , di Tadd Dameron.  Il brano è un trionfo di turnarounds, e in quanto tale risulta utile per sperimentar...